AnimaBiologica

Visualizzazione post con etichetta antinfiammatori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta antinfiammatori. Mostra tutti i post

martedì 15 marzo 2016

Glycyrrhiza glaba, la Liquirizia proprietà ed impieghi terapeutici


La Liquirizia ovvero Glycyrrhiza glabra (Fam. Fabaceae) è una pianta erbacea perenne alta 1-2 m con foglioline alterne e fiori eretti all'ascella fogliale riuniti in grappoli, il colore del fiore varia in base alla specie, ed i frutti sono dei piccoli baccelli contenenti i semi.

Le radici e gli stoloni sono le parti da cui si estraggono i principi attivi, vengono raccolti a partire dal 3°/4° anno di età della pianta. 
Raccolta: Le piante vengono completamente estirpate dal terreno (in autunno in modo tale da assicurare una maggior dolcezza della droga officinale),  lavate e successivamente lasciate asciugare all'aria.
In commercio le radici e gli stoloni vengono vendute in bastoncini da 10-15 cm, gli stoloni differiscono dalle radici per la presenza del midollo.


La liquirizia possiede proprietà antiflogistiche (ovvero antinfiammatorie), espettoranti e spasmolitiche
Il principale principio attivo, la glicirrizina è un glicoside saponinico triterpenoide, aumenta i livelli plasmatici di secretina e di conseguenza aumenta il tono dello sfintere pilorico riducendo dunque il reflusso gastro-duodenale, inoltre, riduce a livello gastrico anche la produzione di pepsina (enzima proteolitico del succo gastrico responsabile spesso delle lesioni ulcerose gastriche). 
I flavoni e calconi amplificano le azioni del fitocomplesso della Liquirizia rendendo meno biodisponibile la glicirrizina e riducendo quindi i suoi effetti avversi (inibizione 11-beta.idrossi-steroidrogenasi). Per questo motivo è meglio utilizzare la radice o l'estratto fitoterapico rispetto al farmaco di sintesi.


  • La Liquirizia riduce gli spasmi della muscolatura liscia bronchiale e fluidifica i muchi. 
  • La Liquirizia ha anche  un'attività antiestrogena (riduce la formazione di carcinomi alla mammella).
  • La Liquirizia ha anche un'azione antimicotica (l'acido glicirretinico ostacola la formazione a livello vuvlvo-vaginale della Candida albicans) in decozione con la Tabebuia

In commercio la Liquirizia si trova anche ridotta in "sugo", ovvero un concentrato nero contenente glicirrizina (9-12%) zuccheri (20-30%)  e sostanze insolubili.



Fabbrica di Liquirizia Amarelli a Rossano Calabro
 Foto di Proprietà di AnimaBiologica 
La liquirizia è una droga sicura ma in alte dosi può provocare ritenzione idrica, ipotassemia (riduzione del potassio) e non ipertensione, MA gli ipertesi, i cardiopatici, i pazienti con insufficienza renale, quelli trattati con corticosteroidi e digitalici devono comunque ridurne il consumo.

Questo articolo è solo a scopo informativo e non si sostituisce al parere professionale del medico curante. 
Fabbrica di Liquirizia Amarelli a Rossano
Calabro Foto di Proprietà di AnimaBiologica 
Fabbrica di Liquirizia Amarelli a Rossano
 Calabro Foto di Proprietà di AnimaBiologica 

venerdì 19 settembre 2014

Curcuma longa, domestica, aromatica ovvero la Curcuma

La Curcuma è un a pianta erbacea alta circa 1m, con rizoma verticale, dal quale partono inferiormente numerose radichette. Le foglie sono lunghe picciolate con lembo ellittico ed acuminato in sommità. I fiori sono gialli e il frutto è una capsula con semi piuttosto piccoli.
Il rizoma contiene un colorante di color giallo denominato curcuminoidi (strutturalmente correlato al fenilpropano), un olio essenziale composto di monoterpeni (curcumene), sequisterpeni (bisabolani e germacrani), amido e polisaccaridi. I principali curcuminoidi sono la curcumina, la dimetossicurcumina e bisdemetossicurcumina. La curcumina è un pigmento rosso in grado di inibire la proliferazione di cellule cancerose attraverso l'arresto della loro crescita in varie fasi del ciclo cellulare. Essa è in grado di inibire l'espressione di diversi oncogeni codificati per l'espressione di proteine o fattori coinvolti nella proliferazione cellulare e di esercitare un effetto apoptico attraverso un 'alterazione della via ubiquitina-proteasoma, un complesso costituito da circa 14 geni che degradano le proteine regolatrici, coinvolte nel controllo del ciclo cellulare. Inoltre la curcumina è in grado di inattivare la fosfochinasi C che costituisce il bersaglio molecolare del promotore tumorale TPA (estere acetato del forbolo).
La curcuma è largamente usata in estremo Oriente, come rimedio nelle omeopatie e come diuretico, inoltre è usata anche come colorante alimentare o condimento (Curry).
Di recente, è stato dimostrato che la curcuma incrementa il flusso biliare agendo sia sulla produzione di bile, che sulla motilità delle vie biliari. Responsabili di quest'azione sembrano essere i componenti dell'olio essenziale (curcumene).
La curcuma possiede proprietà antiflogistiche (aumentando la produzione di steroidi endogeni), antiossidanti (inibisce la perossidazione lipidica) ed antivirali (inibisce la replicazione del virus HIV).



In tecnica erboristica la parte utilizzata è il rizoma, che si raccoglie quando le parti aeree una volta divenute secche, vengono private di radici poi nuovamente essiccate al sole e meccanicamente mondate, eliminando scaglie e strati di corteccia. Un trattamento quotidiano di 2g di curcuma per sette giorni aiuta nel trattamento della dispepsia di vario tipo, nelle infiammazioni generiche e nella stitichezza lieve.
La curcuma è una "droga" sicura, tuttavia è controindicata nei casi di ostruzione biliare e in presenza di calcoli biliari. La curcuma deve essere somministrata sotto il controllo del medico curante.
Facendo attenzione alle sofisticazioni e adulterazioni che si trovano commercio si consiglia di acquistarla in farmacia o in erboristerie professionali,  poiché può essere sostituita con la curcuma di Giava (c.xanthorrhiza) che può provocare forti disturbi gastrici e allergie.

sabato 6 settembre 2014

Ecklonia cava l'antiossidante imbattibile

L'ecklonia cava, originaria del Giappone e della Corea, è un'alga bruna commestibile ricca per la presenza di florotannini, potenti antiossidanti che hanno una forte azione protettiva nei confronti dei radicali liberi. I florotannini presenti nell'ecklonia cava sono eckol, dieckol e florofucoeckol che sono costituiti da più di otto anelli fenolici connessi tra loro aventi cosi attività radical-scavanger cento volte più potenti delle catechine del the verde.
Studi clinici effettuati su pazienti con patologie coronariche hanno confermato che l'ecklonia cava è in grado di favorire la rigenerazione dell'endotelio vascolare effettuando un buon recupero della plasticità dei vasi e migliorando significativamente la qualità sanguigna. I florotannini agiscono come inibitori dell'ACE (enzima che converte l'angiotensina I in II che stimola la vasocostrizione) stimolando così la vasodilatazione, hanno anche azione inibitoria sull'antiplasmina e promuovendo l'effetto fibrinolitico della plasmina contribuiscono a fluidificare il sangue. "L'ACE ha un ruolo chiave nella patogenesi dell'aterosclerosi e dei rischi vascolari, un suo aumento è causato dall'età, dalle cattive abitudini e dallo stress, causando così un'eccessiva vasocostrizione e quindi ipertensione."
I florotannini dell'ecklonia cava hanno anche azione antinfiammatoria poiché inibiscono le prostaglandine PGE2, che sono mediatori infiammatori.
Sotto consiglio medico l'ecklonia cava può essere utilizzata come integratore per migliorare la funzionalità cognitiva, ridurre il dolore e le infiammazioni causate da artrite e fibromialgia. L'integratore non va associato a farmaci anticoagulanti, a FANS e a farmaci per la tiroide.