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martedì 30 settembre 2014

Cucurbita maxima, la Zucca proprietà e benefici

La Zucca è una pianta nota fin dai tempi antichi, coltivata sia per il consumo del frutto maturo che per i suoi semi. La Zucca ha rappresentato per secoli una grande riserva alimentare per quelle popolazioni più povere, così che la sua continua coltivazione ha portato in seguito a selezioni e ibridazioni sempre più varie, infatti oggi, il mercato offre la possibilità di scegliere fra le molte specie disponibili.
La Zucca appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, è originaria dell'America Centrale ma cresce volentieri in tutte quelle zone calde e temperate. E' una pianta erbacea annua, rampicante, le foglie e i picciolo sono ricoperti di ruvidi peli. I fiori sono grandi di colore giallo intenso, commestibili e situati in prossimità dell'ascella fogliale. I frutti sono peponidi con epicarpo sottile e coriaceo, mesocarpo poco spesso e consistente, con endocarpo carnoso e succoso, a maturità ricco di semi.


Sono note molte varietà di Zucca: la Zucca marina di Chioggia; la Zucca lunga invernale; la Zucca quintale; la Zucca lagenaria; la Zucca maxima; la Zucca moscata; la Zucca buternut; e la Zucca bananapink.
La Cucurbita maxima è un ortaggio molto interessante dal punto di vista nutrizionale infatti contiene il 94% di acqua, l' 1% di zuccheri, 0,7% di proteine, 0,2% di lipidi, minerali (potassio, calcio e fosforo), beta-carotene e vitamine (A-C). 
Oltre ad essere lassativa, diuretica e calmante, la Zucca è anche ipocalorica e ben digeribile
Per uso esterno si rivela un valido rimedio contro scottature e infiammazioni. Essendo ricca di acqua e di fibre la Zucca riesce a dare un giusto apporto calorico (18cal-100gr), spiccate proprietà rinfrescanti e diuretiche, ed inoltre è molto indicata nelle diete dimagranti poiché rilascia il senso di sazietà.




lunedì 29 settembre 2014

Lavandula Angustifolia Miller, la Lavanda proprietà ed effetti faramacologici

La Lavanda è un frutice sempreverde, ramoso, con rami dritti a portamento cespuglioso e le foglie sono opposte oblunghe, lanceolate, a margine arrotolato. I fiori sono brevemente peduncolati, raccolti in falsi verticilli formanti, uno spicastro al termine dei rami. Il calice è persistente tubuloso, la corolla è violacea, bilabiata. Il frutto è costituito da quattro acheni oblunghi e lucenti.
Le parti utilizzate sono i fiori raccolti prima della schiusa, ed essiccati al buio. La Lavanda contiene un olio essenziale (monoterpeni, acetato di linalile e linalono, cineolo, canfora e limonene) idrossicumarine, tannini e derivati dell'acido caffeico. I più importanti ad alto effetto farmacologico sono l'acetato di linalile e la canfora.
Dai fiori di Lavanda si estrae per distillazione in corrente di vapore un olio essenziale denominato lavandulae'aetheroleum, che contiene 1% limonene, 2,5% cineolo, 2,5% di 3-ottanone, 2,5% di canfora, 20% linalolo, 46% linalile acetato, 1,6% terpinen4olo, 0,1% lavandulolo e 2% alfa-terpineolo. L'olio essenziale possiede infatti, effetti anticonvulsivanti, riduce l'attività motoria spontanea ed inoltre è in grado di prolungare la durata del sonno indotto dai barbiturici. Non esistono studi riguardanti in modo specifico la farmacocinetica dell'olio essenziale di Lavanda, ma solo riguardante l'azione dei terpeni contenuti al suo interno.Gli effetti ansiolitici ed ipnotici della Lavanda la inseriscono nella classifica delle droghe a blanda azione sedativa e spasmolitica, viene quindi utilizzata negli stati di agitazione accompagnati da irritabilità gastrica  disturbi intestinali.


La tecnica erboristica la utilizza sia in tisana ( 1-2 cucchiaini di droga secca per tazza da the), oppure 1-4 gocce di olio essenziale puro su una zolletta di zucchero. Può essere somministrata assieme ad altre droghe sedative, ma in dosi eccessive può causare nausea, vomito, mal di testa e brividi. La Lavanda è una droga sicura che non presenta nessun pericolo per la salute, però prima della somministrazione è richiesto il consiglio del medico curante.

domenica 28 settembre 2014

Pygeum Africanum, Pruno Africano proprietà ed effetti

Il Pruno Africano è un albero sempre verde che cresce fino a 30m, di altezza nelle zone maggiormente piovose delle foreste Africane. Il tronco, è eretto e ricoperto di una corteccia stringata di colore rosso/bruno scuro. I rami sono penduli e le foglie hanno un picciolo lungo fino a 2cm, sono ellittiche, acuminate, coriacee verde-scuro, con margine leggermente seghettato. I fiori sono piccoli , bianchi/verdastri, raccolti in racemi ascellari. I frutti sono acheni coriacei,  di colore rosso/marrone.
La parte utilizzata (fin dai tempi antichi in Africa), è la corteccia. Contiene sostanze lipidiche (acidi grassi come palmitico, linoleico, oleico, stearico, beenico, miristico), steroli, sostanze terpeniche (acido ursolico, idrossi ursolico, oleanolico), alcoli ed eteri dell'acido ferulico, acido abbietico, docosanolo, fitosteroli (beta-sitosterolo) e glucosidi.
La corteccia di Prunus Africanum è utilizzata per curare problemi urinari (dolori della vescica, disturbi legati alla minzione=momento in cui si fa la pipì). Il Pruno Africano deve la sua attività farmacologica sopratutto alla frazione lipidica, oltre che ai fitosteroli e all'acido abietico. Queste sostanze interferiscono con lo sviluppo dell'ipertrofia prostatica benigna (IPB). L'acido abietico e i triterpeni hanno un'attività antiedemigena (sostanze in grado di ridurre un'edema, in cosmetica l'estratto viene addizionato come anti-cellulitico all'interno di creme corpo).




Gli estratti di Pygeum in tecnica erboristica sono utilizzati per i disturbi delle vie urinarie, si possono trovare anche capsule contenenti la corteccia essiccata non trattata (0,3gr, per capsula, una capsula 2/3 volte al giorno per almeno un mese). Il prodotto è ben tollerato e raramente causa  lievi effetti gastrointestinali, si consiglia comunque un consulto con il medico curante prima della somministrazione.

sabato 27 settembre 2014

Artemisia, specie e proprietà

Del genere Artemisia attualmente si conoscono almeno 400 specie di cui la più utilizzata e l'Artemisia vulgaris, si tratta di un a pianta erbacea in genere aromatica alta 30-150 cm, vegeta nelle aree aride dell'Europa. Presenta foglie alterne, bipennatosette a segmenti acuti o dentati, i fiori sono piccoli, tubulosi gialli /verdastri, di solito penduli o riuniti in inflorescenze racemose. La parte utilizzata sono le infiorescenze e le foglioline, per preparare aperitivi/digestivi e rimedi erboristici. 
Il nome Artemisia deriva da Artemis (città ellenica) e pianta sacra ad Artemide (Dea greca della caccia). Nel medioevo l'Artemisia veniva utilizzata per un enolito detto Wermuth, antipiretico e antimalarico. 
L'Artemisia contiene sequisterpeni come l'artemisinina, sono inoltre presenti un olio essenziale (i cui componenti principali sono tujone, epossicimene e camazulene), flavonoidi (artemetina e casticina), cumarine (scopoletina, scoparone, scopolina) e lipidi. L'artemisinina è un potente antimalarico, infatti agisce selettivamente su sporozoi (plasmodium) prevenendone la moltiplicazione nel sangue. Secondo l'OMS da alcuni anni è previsto l'uso di Artemisia vulgaris e dei suoi derivati, in quelle aree geografiche dove il parassita risulta resistere alle terapie antimalariche classiche.
L' Artemisia vulgaris in tecnica erboristica è utilizzata in tisana, come diaforetico, antispasmotico, carminativo, digestivo e antisettico.
L'uso prolungato di Artemisia (di qualsiasi specie) può causare vertigini, malessere diffuso e anche convulsioni, quindi si raccomanda l'attenta somministrazione sotto stretto controllo medico.



Attualmente si parla molto di Artemisia Annua poiché (appartiene alla medicina tradizionale Cinese) si ritiene che abbia un'azione antitumorale (ma non ci pervengono studi clinici che ne confermino l'effetto), mentre invece in Europa è molto coltivata poiché contiene un alto contenuto di artemisinina (lattone sequisterpenico presente nelle foglie e nei fiori).





Rhodiola rosea, Rodiola proprietà ed effetti

La Rodiola è una pianta erbacea perenne alta circa 40-50 cm, non ramificata, con foglie alterne, allungate, succulente e fiori giallo/rossi che emanano un gradevole profumo di rose. 
La parte utilizzata è il rizoma che si raccoglie in autunno da piante di almeno 3 anni di vegetazione. Una volta mondato, si taglia a fette e si essicca ad una temperatura di 40-45°C.  La Rodiola detta anche "radice dorata", è nota per le sue proprietà già in epoca Romana (Dioscoride e Galeno la consigliavano in casi di cattiva digestione).
La medicina tradizionale moderna la considera tuttora un ottimo rimedio in casi di cattiva digestione, stress, disturbi mentali di lieve entità e come stimolante. Nella Rodiola sono presenti composti farmacologicamente attivi come acidi organici (gallico, caffeico e clorogenico), flavonoidi (P-tirosolo), catechine, proantocianidine, tannini, alcoli monoterpenici e i loro glicosidi (salidroside detto anche rodioloside o rodosina, rosiridolo, rosina, rovina, rosarina, rosiridina, rodocianoside e lotaustralina), un composto fenolico il (para-tilosolo) e un olio essenziale volatile.


La Rodiola è stata classificata come adattogeno poiché ha la capacità di aumentare la resistenza ad una varietà di agenti chimici, biologici e fisici. Le proprietà adattogene della Rodiola sono state attribuite al paratirosolo e al salidroside, questi composti influenzano il livelli e le attività delle monoammine e dei peptidi oppioidi nel cervello e nei tessuti periferici (5-HT).
La Rodiola ha manifestato in studi sperimentali proprietà antiflogistiche e immunomodulanti (poichè aumentava la resistenza degli animali di laboratorio), poiché riduce la fatica mentale ed ha un effetto antidepressivo stimolante.
La Rodiola sembra inoltre utile nel danno vascolare indotto dallo strees, e ha un effetto scavenger (contro i radicali liberi).
La tecnica erboristica utilizza il rizoma essiccato in opercoli contenenti massimo 100mg di estratto secco.
La Rodiola è una droga sicura poiché in studi clinici non sono stati evidenziati effetti collaterali di rilievo, tuttavia è consigliabile l'assunzione sotto consiglio del medico curante.


I prodotti Veg-Up contengono  fattori di protezione naturali, come l’alga Laminaria, per proteggere la pelle dai fattori esterni e agenti de-stressanti, come la Rhodiola Rosea.

venerdì 26 settembre 2014

Humulus lupulus, il Luppolo proprietà e benefici

Il Luppolo è una pianta erbacea perenne, munita di rizoma ramificato dal quale partono esili fusti, ricoperti di aculei e foglie picciolate, opposte, a forma di cuore (con lobi seghettati e ruvidi). I fiori, sono riuniti in pannocchie (quelli maschili) oppure raggruppati in coni a partire dalle ascelle fogliari (quelli femminili) di colore chiaro.

Il termine Luppolo deriva dal latino humus=suolo e lupus=lupo perché proprio come il lupo domina nei boschi, il luppolo sovrasta impedendo quasi la proliferazione della vegetazione. Tale pianta appartiene alla stessa famiglia botanica delle cannabinaceae dunque è correlata dal punto di vista botanico alla cannabis sativa e questo ha portato, qualcuno, nel tempo a credere che il luppolo una volta fumato avesse gli stessi effetti euforici della canapa. 
Il Luppolo contiene flavonoidi, calconi, un olio volatile (contenente più di cento terpenoidi, principalmente il betacariofillene, il farnescene e umulene), un olio resina costituito prevalentemente da principi amari come gli alfa-acidi (umulone, coumulone, adumulone), beta-acidi (lupulone, colupulone, adlupulone) e i prodotti della loro degradazione ossidativa. Il Luppolo contiene anche quantità abbondanti di tannini, ed estrogeni (8-prenilnaringenina, una sostanza che possiede un'alta affinità di legame per i recettori specifici per gli estrogeni).


Al Luppolo vengono attribuite diverse proprietà farmacologiche, prima fra tutte quella sedativa (che si manifesta però solo quando vengono somministrate dosi elevate). La "seconda" delle sue azioni è quella analgesica, batteriostatica e battericida (i batteri maggiormente sensibili sono i gram-positivi è l'azione attribuita ai ketoenoli). Al Luppolo è inoltre attribuita un'azione estrogenica,  che allevia i disturbi della menopausa, ma può aumentare le turbe mestruali in donne in età fertile.
- Studi clinici mostrano un miglioramento dei sintomi in pazienti che soffrono di insonnia, di disturbi della menopausa, di colecistiti e di incontinenza urinaria. - Cit. Francesco Capasso, Fitoterapia.
Il Luppolo è raccomandato anche per il trattamento per i disturbi associati all'ansia, infatti, in combinazione con la valeriana può risolvere patologie guaribili solo con azioni farmacologiche.
In tecnica erboristica si utilizza il luppolo in estratto secco da somministrarsi sotto forma di decotto o infuso (mx 0,5gr per tazza) da addizionare ad altre droghe vegetali (tipo valeriana per insonnia)(tipo menta e cicoria per colecistiti) (tipo uva ursina per l'incontinenza urinaria) (tipo spirea ulmaria per infiammazioni e influenza). 
Non sono noti effetti collaterali riguardanti l'uso appropriato di dosi terapeutiche di luppolo, tuttavia sono stati riportati casi di allergie respiratorie in seguito all'inalazione o al contatto con le parti essiccate di luppolo o con il suo olio essenziale. Se ne sconsiglia l'uso a pazienti in terapia con sedativi o con antitumorali (tamoxifene) e in pazienti con disturbi mestruali. Chiedere sempre il parere del medico curante, prima di iniziare una terapia fitoterapica con Luppolo. 



    

Orthosiphon spicatus, l'ortosifon usi e proprietà

L'Ortosifon  è un suffrutice alto 60 cm, originario dell'Asia tropicale. Le foglie sono lanceolate, dentellate, brevemente picciolate e di colore verde intenso. I fiori sono bianchi riuniti in spicastri  terminali. Le parti utilizzate sono le foglie ma anche le cime, che contengono un olio essenziale , flavonoidi (sinensentina, tetrametilscutellareina, tetrametossiflavone), diterpeni (ortosifoli, staminoli), benzocromoni (ortocromenea) ed una quantità significativa di sali di potassio.


L'Ortosifon oltre ad avere un'attività antibatterica, è anche un diuretico e un blando spasmolitico. Come diuretico, l'ortosifon agisce sulla filtrazione glomerulare, ed è raccomandato come diluente in caso di infezioni batteriche, infiammazioni del tratto urinario inferiore ed in presenza di renella.
L'ortosifon  è ottimo per gli accumuli di liquidi alle gambe, ma tuttavia non deve essere utilizzato in casi di edema causati da disfunzioni cardiache o renali. Quindi è consigliabile la somministrazione sotto stretto consiglio del medico curante.



In tecnica erboristica la dose giornaliera raccomandata e di 6-10gr di droga secca, da assumere con molta acqua per favorire la diuresi. In commercio sono disponibili capsuele da 300mg contenenti un estratto secco (da assumere due capsule una volta al giorno, preferibilmente lontano dai pasti).